PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 09/02/2024
Tenere fanciulle,
fresche o vecchiarelle,
spesso le più sportive e arzille,
spero non mi portiate il broncio
se il testo è proprio sconcio,
o non pensiate che carpisco il perdono,
proprio mentre vi cogliono.

Quanto sei bella de natiche parata,
m'attizzi più d'un'intera sfilata,
sia pe davero o pe finta,
come me va a sangue la giumenta
che co la mazza ar culo a lungo se lamenta,
specie in fase entrante rudemente,
ma a giochi fatti sorride, lasciva e contenta,
sia ella colta Docente o umile Badante.

Sei proprio un amore,
incontro i tuoi occhi nello specchio,
e, mentre ti prendo il culo, tu mi rubi il cuore,
sbilanci l'equilibrio da Mezzo Finocchio,
che sempre più verso la Vitella pende,
sei meglio d'un bronzo del Verrocchio,
sicché il mazzuolo s'arazza, s'arizza, e rende,
e spacca a mestiere "Il Carpentiere".

E' la meglio cura contro la cellulite,
dateme retta, metteteve appecoronate,
purché ad un cane secco da corsa
parecchio non somigliate,
sinnò manco si allentate i cordoni della borsa,
solo la prima volta fa veramente male,
poi è tutto un lifting naturale,
pe via della posizione,
tipica, ma non esclusiva dell'Orecchione,
ve scoppiano certe chiappe
da far disertar le truppe.

Stavamo a cazzimme co mi cugino, da ragazzi,
poi c'estraniammo ciascuno pei propri c@zzi,
lui d'un Primario sposò la figlia,
graziosa, ma, più che asina, coniglia,
la quale all'intruppata posteriore non invoglia,
ed imboccò in Banca,
montagne di soldi conta e riconta,
non fa più cazzate, sempre con l'aria stanca,
e le Segretarie in fiore nun se le monta,
perché ormai serve Mammona,
invece io sò sempre schiavo de quarche Battona.

Infine, nel caso che leggesse,
chiedo venia al Maestro Sublime,
proclive a pregiar piuttosto le fesse,
per queste laide, a 180 gradi, luride rime.
  • Attualmente 0/5 meriti.
0,0/5 meriti (0 voti)