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Pubblicata il 06/02/2024
Più di quanto non trapeli all'apparenza,
puro fra soli omini er Tango se danza,
in Buenos Aires com'a Potenza,
delicatamente, o con concordata irruenza,
vuoi che non si voglia, o non si possa,
alla femmina passar sott'alla panza,
per recarle il dono della brusca scossa,
insinuando er pennarolo sott'alla gonna,
occhi negli occhi,
ma a scavalco della monna,
ché la patata non si condisce coi finocchi,
ma nun manca chi vò infinocchià la donna.

Poi caso per caso, tocca vede,
giacché nella faccenda sulla parola non si crede,
si ce l'hai tu un culo callo in panza,
e, sgusciando il pisello dal baccello,
grassa te la ridi mentre conduci la danza,
e in estensione se libra l'ucello,

o se te senti, anche, 'na panza calla ar culo,
però, si dialogando,
me fai l'apertura che sei un uomo triste e solo,
già sospetto che te se stanno proprio calzando,

poi, se affermi anche l'attitudine
ad esse un grande poeta incompreso,
svanisce ogni dubbio intorno alla tua Rettitudine,
ché, per quel che per esperienza ho appreso,
in profondità fra le natiche t'hanno "offeso",
anche se tu, palesemente, d'aceto non hai preso.
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