Concediamogli danze libere. Si, a loro. I nostri accorati sospiri.
affamati e sconfortati, eppur ancora pulsanti a dispetto delle nostre infinite disillusioni,
persi vorticosamente nelle spirali dei nostri nudi perché,
e nelle loro afflizioni nei labirinti dei più nequitosi oblii.
sono loro i mercanti della nostra speme,
in grado di tramutarsi in alchimisti vorticosi,
messaggeri delle elegie della nostra immensurabile cupidità di trasfigurazione.