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Pubblicata il 04/02/2023
Come ogni sera
solitari
risuonano
i miei passi.

Il cielo
lentamente scolora
e il pensiero
su se stesso ripiega
nel tentativo vano
di carpire
il proprio originarsi.

Per un breve momento
la consapevolezza
di un’inguaribile
sterile ridondanza
disarticola
il suo flusso incessante.

Lontano
dalla semplicità
del Sentire più profondo
sempre d’ostacolo
sarò
a me medesimo.

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Molto spesso il pensiero ci possiede, rinchiudendo se stesso in sterili ricerche di significato, passando in rassegna i mille stimoli che i sensi raccolgono e persino se stesso, in un vuoto gioco di specchi.
Oltre il pensiero ci attende la semplicità del puro Essere, al di là di ogni divenire e domanda.
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Purtroppo, il pensiero, nella usa ricerca del significato ha due destrieri. Il primo si chiama ragione ed il secondo Impressione. Ciò che ci fa sbagliare è l'impressione che abbiamo dei fatti e che da una spiegazione frettolosa e "comoda". La ragione, invece, tende a complicarsi ed ingarbugliarsi come un gomitolo di lana perchè ha bisogno di un filo che colleghi i tanti perchè con una sequenza di cause ed effetti. Il bello arriva, come leggo negli ultimi versi, quando semplifichiamo tutti i ragionamenti alla ricerca di quella che è l'essenza di tutte le cose e del loro motivo d'essere.

il 04/02/2023 alle 23:17

Perfetta disamina Azar Rudif. Si potrebbe dire che una parte di noi, con la quale erratamente ci identifichiamo, non sappia fare altro che "lavorare" contro di noi. Ma forse è solo un'apparenza, se si guarda all'ostacolo come ad un possibile gradino. Un saluto.

il 05/02/2023 alle 19:51

Molto bella, che si e ci descrive. Un caro saluto Miraer.

il 05/02/2023 alle 21:33

Grazie Lucy, un caro saluto anche a te.

il 08/02/2023 alle 00:14