Lungo
le linee perpetue
del Suo
irrefrenabile moto
veloci scivolavano
inanellando
scintillanti
capriole di smeraldo
verso
ignote spiagge
ritmicamente andavano
ma
non erano sospinte
dalla fretta d’arrivare
o
dalla paura di perdersi
che
il cuore umano
irretiscono
e il vento
che
come spuma
tra i miei piedi le spronava
di intricate
nostalgiche comunioni
avea il sentore
salmastro
messaggio d’Oltremare
che
di appartenenza e libertà
le narici
ricolmava:
"non dissimile
da quello
di un’onda del mare
che
dal mare e dalle altre onde
mai si separa
è
il destino
e lo scopo
di questa umana vita"
........................................
ho intitolato questa poesia "Non dissimile", per contrastare l’ormai diffusa idea che l’Uomo abbia un diverso destino rispetto a tutte le altre forme di vita del mondo naturale. L’Uomo, solo animale capace di ergersi, orgogliosamente, su tutti gli altri in un mondo dominato dal Caso e dalla Necessita! E la cieca fede nella Scienza che altro non sa proporre se non le aberrazioni sempre più minacciose di un transumanesimo disperato e disperante ci sta spingendo verso quella che sembra essere la fine di ogni originale armonia. Dovremo cadere nell’Abisso per riconoscere il nostro vero destino?