Vibra d' ardor 'l mi' pensiero,
per valli e monti cavalca e grida
e nel vento sua libertate scioglie,
e veloce 'l mar raggiunge e puro
tingendosi d' azzurro e di beltade
che maraviglia ancor conserva
e giace, e tra le creste d' onda
spumeggia e sorride. Grande
felicitate mi prende, e piangendo
rido e mi accaloro, e poi rimembro.
Nel cor rimbombo tra castelli di sabbia
e stelle marine, nel nitrir gioioso di cavallucci
che tra gli scogli sfuggono nemici,
e le risate di me bambino ne l' innocenzia
e l' abbandono di chi speme l' attende.