La notte, la città oscura illuminata appena, addolcita dalla luce fredda e dura dei neon: tu dietro occhiali a specchio, la gente che incontri, la gente che t'incrocia... ma senza conoscersi a fondo. Mi dà l'idea di un cortometraggio, intenso, in cui il protagonista diventa l'autore (involontario?) di se stesso. Insomma, ottima (secondo me).
1) io e Serianni (la mia auctoritas peserà anche poco ma Serianni googlate chi è) sosteniamo che non ci sia ragione di non scrivere "sé stesso"; 2) meritarsi Orazio è una lusinga (anche se me lo sono sempre immaginato con il fisico di Lino Banfi).
questione di scelte [e di stile. più incisivo]. Ed è il bello della lingua, no? Ciao, Enfer
d'accordo cambio opinione.... coem si fa a contestare... quegli occhi...
Adoro questi versi. Letti e riletti. Spero tu possa tornare presto. a scrivere ancora della notte. Ciao, Enfer.