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Pubblicata il 20/03/2016
il bel sequel alla mia non eguagliabile poesia
'Apparizioni del biondino' di diritto parlerebbe
del tipo invece allampanato, chiamiamolo Peppe,
biondo pure lui come un chicken prodige,
e prodigio lo era stato, di una di quelle cose da ricchi
scemi tipo: pianoforte, ma lui non era un
ricco scemo era un ricco infelice, cioè qualcosa di molto più
profondo,
ai ricchi scemi amo svellere baiocchi come posso,
ma per i ricchi infelici ho un commosso rispetto che m'impedisce di farlo
sgorga anzi spontanea la mossa d'offrirgli un bicchiere
e proprio qui impattiamo sul problema di Peppe,
cioè questo allampanato, da liceale vagamente
indolente (cioè standard) e belloccio non per il suo
viso stortignaccolo alla Tom Verlaine
ma per quello Stilnovo che ti cuciono addosso i soldi,
verso i venticinque era diventato un dipsomane professionista
e in pratica percorreva il nucleo urbano
bevendo e facendosi offrire da bere e forse anche
offrendone e catalizzando l'attività bevitoria di ogni
bar che per ragioni evidenti si pregiava tantissimo d'averlo cliente,
piazzandosi così come mio role model supremo
da me riverito con quel distacco + amore che solo per i
veri leader d'una palingenesi spirituale.
ma soprattutto le ragioni per cui voglio eternarlo
non sono solo il fatto che quando eseguivo
le volute bizzarre dei *miei* bar crawling,
al tempo stesso più consapevoli e più lievi delle sue,
avveniva continuo il piacere d'imbattersi
in quel nobile commilitone intento alla mia stessa impresa
ma circondato a diff. mia di groupies adoranti
(adoranti, beninteso, perché non ne avrebbe
approfittato, da vero gentleman, manco per sbaglio,
forse anche per storie d'impotenza indotta
dai bicchieri)
ecco non solo per questo
soprattutto cardine e fulcro dei miei sensi affettuosi
era questa innata sprezzatura con cui faceva il tutto
ma neanche, proprio una rassegnazione dolce
perinde ac cadaver,
era palesemente un asceta dell'etanolo
e quella movida era il suo monachesimo,
poi sempre quel sorriso bleso e affabile,
vulneratamente sincero,
le camicie sempre in ordine
come prescritto dal lignaggio
peccato non si potesse dir lo stesso dei capelli,
mi dicono adesso abbia smesso, stia 'meglio',
vuol dir che neanche lui aveva capito
a sé stesso, peccato.
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erpmeS ovarb

il 21/03/2016 alle 12:40

sknaht

il 21/03/2016 alle 13:35