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Pubblicata il 17/03/2016
Bella era la donna mia come nessuna,
quell’aria così sorridente
che incantava i miei occhi,
era alta,
snella,
e due gambe lunghe
come un circuito di formula 1.
Senza uno straccio addosso
mi faceva perdere la ragione,
avevo l’impressione
mentre facevamo l’amore
che fossi Schumacher,
avanti indietro
vent’anni
a tutto gas su quel tracciato,
prima, seconda e terza.
Passa il tempo come la passione,
e per il mio desiderio stanco
il mio Gran Premio
era diventato
una strada secondaria,
di un’altra categoria,
piena di buche,
periferia di Roma.
Peccati sussurati,
capricci,
mille corna
e fanno finire un matrimonio.
Che scemo che sono stato
la felicità che cercavo
l’avevo sottomano
e me la sono fatta scappare,
una moglie, dei figli,
la famiglia
è l’unico premio alle vittorie d’un uomo.
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Una storia che fa riflettere! Un saluto

il 17/03/2016 alle 22:02

Ogni tua poesia mi strappa un sorriso. I tuoi paragoni sono suggestivi...mi fanno nascere una buona ironia.Una donna come una pista da corsa, dove bisogna dimostrare tutta la bravura e la forza di conquistare il primo posto, perchè arrivare secondo c'è già la probabilità di corna...Che ti hanno fatto le periferie di Roma...ah ah ah Sono interessanti anche quelle. Ciao mi metti sempre di buon umore. Bravo

il 19/03/2016 alle 23:51