E' timore del pensiero
che non mi fa guardare
oltre la temporaneità,
inseguendo rumori,
sporgenti
da stonate cantilene.
Ovvietà del dolore
angolo dove sedermi
per comporre nei giorni
musica aggrappata
a cancellate arruginite;
presagio
di non poter scegliere
il tempo ed il luogo
dove riunire i passi,
lasciando,
alla seconda vita,
tutta la fatica
di questo dubbio seguitare.
Armonia del silenzio,
banale rivelazione
che stringe
in brevissimi attimi,
le annotazioni di mille calendari,
mi accompagni
per queste strade
che di notte,
magicamente,
si ricongiungono alle stelle.