PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 09/07/2002
Quando gli occhi si chiudono,
le mani s'incontrano al cuore,
io mi connetto all'amore.

Rivendico il diritto al silenzio,
assaporo la quite,
capisco quanto sciocco sia il giudicare.

Non posso più attribuire importanza ad un corpo sgraziato,
ad un naso che rifiuta la prospettiva
o ad una ruga che si fa largo tra dolori.

Lo schiavo è senza padrone,
la mia mente ha smesso di tiranneggiare la mia anima,
c'è pace sulle scansie dei miei ricordi.

Disegno simboli, richiamo l'energia,
ho smesso di volere,
non saprei cosa chiedere.

Che sarà mai il mio massimo bene?
Un amore che sboccia? Uno sguardo d'un bimbo che chiede per fame?
O la mia indifferenza al mondo che si sgretola?

E l'energia scorre,
fa vibrare il mio corpo stanco,
finalmente smetto di chiedermi come sia possibile.

E' la pace,
ritrovo i miei angoli profondi,
gli spazi della giovinezza e lo stupore di sempre.

L'energia mi seduce,
come passione incontrollabile,
come l'incontro di labbra cariche d'ormoni.

Mi lascio trasportare,
non ho altro da fare,
solo amare!
  • Attualmente 5/5 meriti.
5,0/5 meriti (1 voti)