Davvero un bel componimento! Condivido il concetto, seppure un pò malinconico, espresso nella tua poesia: l'uomo, ke ha come scopo ultimo la sua stessa felicità, spreca tutta la vita a cercare di realizzarla. dato k è sempre alla ricerca della felicità materiale, istantanea, viene travolto dalla sofferenza e dal male, che derivano dall'impossibilità di gustare pienamente la felicità (dal momento che quella che trovano è fasulla). Essi quasi si dimenticano di essere creature di Dio
in grado di conoscere una felicità superiore, universale, la più vera di tutte!