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Pubblicata il 24/07/2007
Vita intera
buttata a cercare
la più immensa felicità.

Poi,
come candela,
appassisci
di attimo in attimo.

Si spegne
la brama costante
di ogni piacere.

Conosci il male
implacabile.

Così non sei stato
che un folle mortale
troppo attaccato
alla vita.
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Davvero un bel componimento! Condivido il concetto, seppure un pò malinconico, espresso nella tua poesia: l'uomo, ke ha come scopo ultimo la sua stessa felicità, spreca tutta la vita a cercare di realizzarla. dato k è sempre alla ricerca della felicità materiale, istantanea, viene travolto dalla sofferenza e dal male, che derivano dall'impossibilità di gustare pienamente la felicità (dal momento che quella che trovano è fasulla). Essi quasi si dimenticano di essere creature di Dio
in grado di conoscere una felicità superiore, universale, la più vera di tutte!

il 25/07/2007 alle 12:11