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Pubblicata il 05/07/2007
ma se poi ti rivedo
all'improvviso,
non so come reagisco,
chi lo sa di come il mio cuore
si ricorderà del nostro
amore.

quell'estate
io non ero più un bambino
quindi guardai oltre
quel grazioso vestitino
e ora ti confesso
che da allora
mi è rimasto ben impresso.
ma per fortuna
come un soffio di scirocco
mi levai subito
il blocco,
partii, lo so,
un po timido e imbranato,
ma che vuoi,
non lo avevo mai fatto.
me lo ero sempre tenuto stretto,
dei ragazzi quel gran segreto
quindi puoi immaginarti come mi sentivo,
con il cuore che urlava,
ma la bocca balbettava
"scusa, mi diresti il tuo nome?
mi sono innamorato
no, non è un errore"

quell'estate finì presto,
io maledissi lei e il resto,
nel bagaglio mise anche
quel grazioso fiore
con il quale avevo fatto
per la prima volta
all'amore.
no, non fu come ve lo aspettereste,
sulla spiaggia con la luna e le stelle,
ma bensì fu in una notte
di tempesta.
da un giardino io le rubai
una rosa
e apparentemento per quel gesto
lei mi regalò
tutto l'universo.
tra le siepi incastrati
eravamo già tutti bagnati
dalla pioggia
dal sudore
che grondava
dal nostro amore.
io guardai quel bel viso
lei ricambio con un sorriso
ma non si fermò qui
anche una lacrima
dall'improvviso,
diversa dalla pioggia
e dal sudore,
questa brillava
con tutt'altro ardore.

e come ho già detto
tutte le cose belle
finiscon presto,
quell'estate non fece testo.
ma questo che ve lo dico a fare?
lo sapete già,
è tradizione popolare
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le poesie scritte per il primo amore sono sempre belle, anche quando la storia non ha lieto fine, è l'incanto dell'innamoramento che resta. bravo. deamor

il 06/07/2007 alle 08:02