PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 05/04/2007
Il proverbio

I
Ogni tanto ricordo col sorriso
un tempo che è passato nell’oblio
che solo ha lasciato nel mio viso
i segni e nella mente un rantolio
ed un più forte rantolo improvviso
ha riacceso quest’oggi un lucciolio.

Rivedo allor mia nonna con quel dito
al ciel levato con solennità
ed odo nuovamente quel ruggito
fasciato d’una torva algidità
pronunciare quel nome proferito
con rispetto sì grande e dignità.

“Il proverbio lo dice”. La sentenza
mi veniva pertanto scodellata
con quel manto di monito e sapienza
ad ogni mia innocente fanciullata
e d’ogni solo adagio l’attinenza
era perfetta ad ogni bricconata.

Più di venti le volte in un sol giorno,
suppongo a questa data con ragione,
che quel proverbio ce l’ho avuto intorno
tant’è che diventò la mia ossessione:
lo immaginavo in guisa di liocorno
a volte, men convinto, di persone.

II

Il paese sì piccolo e affollato
d’ogni specie di bestie e di cristiani
pareami certo il loco più indicato
onde poter dirimere gli arcani
riguardo quel soggetto mai incarnato
che sempre mi trovavo tra le mani.

Vennero in mente il fabbro e il falegname
ma avean lo stesso vizio di mia nonna
e dopo anche il curato ebbi in esame
ma lui citava solo la madonna;
scartai a priori tutte le madame
non potendo il proverbio portar gonna.

Rivolsi l’attenzione a un certo Mante
che non ricordo ben dove abitasse
ma mi pareva un pochinin birbante
dovendogli pagar sempre le tasse
e quindi dal proverbio assai distante;
e poi mi par che spesso lo citasse.

Pensai dunque che fosse quel Bigoni
che in giro andava con un’auto rossa
che camminava a suon di barcolloni
con un piglio sì fiacco ed una mossa
che s’addiceva solo ai lumaconi
che con quel mezzo avean la lor riscossa;

ma proverbio di certo lui non era
e non lo erano i vecchi all’osteria
che per l’ebbrezza e l’aria battagliera
parevano una strana compagnia.
Dovendo rischiarar quell’ombra nera
andai cercando in ogni piazza e via.

D’improvviso a bottega in un cantuccio
con il naso rivolto a dei prosciutti
mi si pose davanti un tal Ferruccio
che i segni del proverbio aveva tutti:
il pizzo lungo e il viso palliduccio
un basco sulla testa e gli arti asciutti.

In silenzio sedeva pensieroso
biascicando un sigaro toscano
ripetendo con fare assai curioso
un gesto desueto con la mano.
Si grattava la fronte manieroso,
si potrebbe dir quasi sottomano.

A lungo lo scrutai senza fiatare
analizzando ben qualunque indizio
soffocando la voglia di gridare
per aver satollato quello sfizio
fu allor ch’ebbi a sentirlo sentenziare
“Abbia le gambe chi non ha il giudizio”.

Rimasi come stupido estasiato
essendo per me nuova tal sentenza
udita per di più dal ricercato
con gran solennitade e reverenza;
e dentro me io dissi “L’ho trovato!”
Sanai così quella gran sofferenza.

III

Ogni bambin che nasce e poi cammina
s’accorge che non c’è solo pianura
risvegliandosi dunque una mattina
con una nuova mente più matura
ma in cuor deluso assai si rincammina
così iniziando la nuova avventura.

A casa seppi con gran dispiacere
che quel Ferruccio non era diverso
da un falegname o da un cantiniere
con un carattere un poco introverso;
malgrado avesse le sembianze austere
di sola umanità anch’egli era asperso.

Fu quello in vero un grande tradimento
assai più grande dell’avere appreso,
con inquantificabile sgomento,
che quel Babbo Natale tanto atteso
era uno stratagemma fraudolento
dal qual per anni interi ero dipeso.

Amenità di giovanil candore
indice avverso alla vivenda vita
che si rivela già con quel suo afrore
di belva sì dormiente ma accanita:
a tratti già vissuta a malincuore
a tratti decantata ed applaudita.
  • Attualmente 5/5 meriti.
5,0/5 meriti (1 voti)

ci ho messo un po' a leggerla ma ne e' valsa la pena,sei grande Marco,molto molto bella,ciao

il 05/04/2007 alle 13:45

Ti immagino cantastorie davanti ad un caminetto scoppiettante, un bel bicchiere di vino, salsiccia ai ferri...e noi tutt'intorno estasiati dai tuoi versi!!
Questo sarebbe un bel prossimo raduno...magari in un vecchio cascinale...a patto che tu ci sia a cantarci versi belli come questi!
Bravissimo
Un caro saluto
Melly

il 05/04/2007 alle 16:43

Torni indietro nel tempo a raccontarci di te, delle tue scoperte di vita e delle tue emozioni.
Grazie per il dono della rimembranza, mati.

il 05/04/2007 alle 18:57

ogni volta che ti leggo, mi sento già davanti a quel caminetto che dice melania , mi unisco al suo pensiero e alla sua idea che già mi stuzzica come pensiero per il prossimo inverno .un bacio Marco e una felicissima Pasqua. veronica.
FERMATEMIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!!!!!!:-)))

il 06/04/2007 alle 09:58

Sì, in effetti è molto lunga e pensare che l'ho accorciata. Sono contento che ti sia piaciuta.

Graize.

il 06/04/2007 alle 16:46

La tua fervida immaginazione mi vede in unn contesto al quale sarei certamente estraneo. Io dovrei stare ad ascoltare e tu a declamare i tuoi versi.

Un caro saluto.

il 06/04/2007 alle 16:47

Non è poi questo gran dono che tu dici ma sono contento che tu l'abbia apprezzato.

Un caro saluto.

il 06/04/2007 alle 16:48

Allora la risposta che ho dato a Melania vale anche per te.

Un raduno del genere è sempre organizzabile magari qui in Toscana dove daminetti, salsicce e cantastorie non mancheranno di certo.

Buona pasqua e un caro saluto.

il 06/04/2007 alle 16:49