Ricordate le lezioni della nascita?
Chi non soffre non genera
Chi non piange non esiste
Barcolliamo alla ricerca di un cordone
Ricerchiamo un seno nel lamento di un uccello
Vi siete mai chiesti in cosa volete credere?
È mai uscita dal vostro petto
Un’immagine divina
A cui votare l’esistenza?
Avete mai cercato il vostro dio?
Soli si susseguono splendenti
Per scappare da vigliacchi
Quando il buio prende forma
La foresta ci brucia intorno
Ricerchiamo ossigeno emozionale
Nel buco di un albero
Siamo disposti a guardare
Pronti
Celebriamo l’occhio
Lì dove non c’è nulla da sondare
Disimpariamo ad amare
Prima ancora di averne cognizione
Precipitiamo
Convinti di venire dal basso
Ricordate del cielo
L’orizzonte infinito?
Rivedete la culla
Il manicomio gradito?
Bugiarde irradiazioni vi colorano
Disegnano sorrisi impietriti
Di gioia contraffatta
Dalla vostra accettazione
Siamo cresciuti con gli occhi aperti
Vedevamo prima di guardare
Abituati a non capire
Accettare
Idealizzare
Emulare
Confidare
Chi ha ancora l’occhio per peccare?
Si disperdono le ore inarrestabili
Sciacalli lavorano a maglia
Avvoltoi ricamano gli orli
Il gomitolo dei giorni si dipana
Chi di voi si è cucito l’eleganza
Per sfilare orgoglioso
Sul filo della vita?
Feste si consumano nei palazzi del potere
Stanze lussuose ostentano valori contraffatti
La mummificazione della bellezza
Maschera la grottesca ipocrisia
La morte fuoriesce dai desideri
L’affanno appanna la timida giustizia
Stralci di disperazione si annidano
Tra ramificazioni di disprezzo
Mostri sfamano i bisogni con mele avvelenate
In un pianificato disordine ci portano ad annullare
Sessi in vendita alle aste del possesso
Dignità e coscienze barattate in scambi disumani
Anime si ipotecano per la costruzione di gradini
Arrivare in alto per voltare la faccia
La bellezza perde i petali sostituiti da arroganza
La natura versa lacrime corrette con cemento
Il sentimento lascia il passo alla corsa del progresso
Questa terra
In principio così bella
In passato così pura
Oggi giorno spazzatura
In futuro senza vita
Il successo è il paradiso
L’innocenza è una condanna
Non lasciarsi contagiare è pianificare un suicidio
L’evidente realtà ammutolisce i serafini
In un silenzio che lascia presagire
La comparsa della parola fine
Su di uno sfondo sempre più nero
Siamo dominati dalla tv
Il povero sempre più dilaniato cervello
È stato plagiato da ingannevoli immagini
Viviamo di ricordi abusati
Speranze imposte
Menzogneri culti
Bugiardi credi
Ci lasciamo ammaliare sentendoci dire che è normale
Ma è questa l’ironia
Questo eccesso non conduce alla saggezza
È un’inverosimile e fastidiosa esagerazione
Nessun film potrà mai essere
Più infame e paradossale dell’adesso e del vero
Meschina beffa
Non sento la vittoria nelle vostre parole
Non vedo i vostri sorrisi
Formiche brulicanti devastano l’immagine
Di uno scarafaggio
Sconfitto dal suo naturale ribrezzo
Milioni d’insetti preannunciano
Un’era di smarrimento
Classi metalliche
Per ogni capo morto
Cento neonati vanno al macello
Ricordate le grandi guerre?
Fiumi di sangue trasportavano tronchi di uomini
Donne confuse propagavano inni di disperazione
Chiudete gli occhi. Piangete
Un ragazzo è impazzito mentre aspettava
Che facesse giorno
La morte galleggia
La vita ristagna
L’attesa può rivelarsi anche eterna
Ferito
Arranco nell’equilibrio e rifiuto
I banchetti promessi ed impazientemente aspettati
Siete schiavi dei vostri silenzi
Obiettivi derisi dal vostro sentirvi nel giusto
Bisogna accarezzare i sentimenti
Cullare le paure
Abbracciare le emozioni lì dove nascono
Non la spiegazione, il cercare di illustrare
Bisogna fare un viaggio l’uno all’interno dell’altro
Posso viverti
Ma non come tu ti vivresti
Bensì come io ti vivrei
E questo non va
Voglio che prendiate il controllo
Lasciate cadere i vostri scudi lisci e levigati
Ci manca il correre che tutto espelle
Riuscire ad arrivare fino in fondo
Andare oltre
Bisognerà soltanto attaccare
Conquistare qualcosa di diverso
Non restare ancora ancorati
Al regno dove danza il biomeccanico angelo morente
La nostra nave di cristallo
Non dovrà più solcare i vecchi mari
Non attraccherà più nei porti della menzognera gente
Utopiche libertà torneranno al capezzale dei sogni
Svestiranno la ferocia di realtà annichilenti
Circoli noiosi impiantati in un’educazione crudele
Che disillude la fantasia
Un passo prima della coscienza
La normalità non esiste
È solo un altro bambino
Che non gioca con la vita
Dategli un pensiero ha da essere più sporco!