PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Utente eliminato
Pubblicata il 03/04/2007
Ricordate le lezioni della nascita?
Chi non soffre non genera
Chi non piange non esiste

Barcolliamo alla ricerca di un cordone
Ricerchiamo un seno nel lamento di un uccello

Vi siete mai chiesti in cosa volete credere?
È mai uscita dal vostro petto
Un’immagine divina
A cui votare l’esistenza?

Avete mai cercato il vostro dio?

Soli si susseguono splendenti
Per scappare da vigliacchi
Quando il buio prende forma

La foresta ci brucia intorno
Ricerchiamo ossigeno emozionale
Nel buco di un albero

Siamo disposti a guardare
Pronti
Celebriamo l’occhio
Lì dove non c’è nulla da sondare

Disimpariamo ad amare
Prima ancora di averne cognizione

Precipitiamo
Convinti di venire dal basso







Ricordate del cielo
L’orizzonte infinito?
Rivedete la culla
Il manicomio gradito?

Bugiarde irradiazioni vi colorano
Disegnano sorrisi impietriti
Di gioia contraffatta
Dalla vostra accettazione

Siamo cresciuti con gli occhi aperti
Vedevamo prima di guardare
Abituati a non capire

Accettare
Idealizzare
Emulare
Confidare

Chi ha ancora l’occhio per peccare?

Si disperdono le ore inarrestabili
Sciacalli lavorano a maglia
Avvoltoi ricamano gli orli
Il gomitolo dei giorni si dipana

Chi di voi si è cucito l’eleganza
Per sfilare orgoglioso
Sul filo della vita?

Feste si consumano nei palazzi del potere
Stanze lussuose ostentano valori contraffatti
La mummificazione della bellezza
Maschera la grottesca ipocrisia

La morte fuoriesce dai desideri
L’affanno appanna la timida giustizia
Stralci di disperazione si annidano
Tra ramificazioni di disprezzo
Mostri sfamano i bisogni con mele avvelenate




In un pianificato disordine ci portano ad annullare


Sessi in vendita alle aste del possesso
Dignità e coscienze barattate in scambi disumani
Anime si ipotecano per la costruzione di gradini

Arrivare in alto per voltare la faccia

La bellezza perde i petali sostituiti da arroganza
La natura versa lacrime corrette con cemento
Il sentimento lascia il passo alla corsa del progresso

Questa terra

In principio così bella
In passato così pura
Oggi giorno spazzatura
In futuro senza vita

Il successo è il paradiso
L’innocenza è una condanna
Non lasciarsi contagiare è pianificare un suicidio

L’evidente realtà ammutolisce i serafini
In un silenzio che lascia presagire
La comparsa della parola fine
Su di uno sfondo sempre più nero

Siamo dominati dalla tv
Il povero sempre più dilaniato cervello
È stato plagiato da ingannevoli immagini

Viviamo di ricordi abusati
Speranze imposte
Menzogneri culti
Bugiardi credi

Ci lasciamo ammaliare sentendoci dire che è normale
Ma è questa l’ironia
Questo eccesso non conduce alla saggezza
È un’inverosimile e fastidiosa esagerazione

Nessun film potrà mai essere
Più infame e paradossale dell’adesso e del vero





Meschina beffa
Non sento la vittoria nelle vostre parole
Non vedo i vostri sorrisi

Formiche brulicanti devastano l’immagine
Di uno scarafaggio
Sconfitto dal suo naturale ribrezzo

Milioni d’insetti preannunciano
Un’era di smarrimento

Classi metalliche
Per ogni capo morto
Cento neonati vanno al macello

Ricordate le grandi guerre?

Fiumi di sangue trasportavano tronchi di uomini
Donne confuse propagavano inni di disperazione
Chiudete gli occhi. Piangete

Un ragazzo è impazzito mentre aspettava
Che facesse giorno

La morte galleggia
La vita ristagna
L’attesa può rivelarsi anche eterna

Ferito
Arranco nell’equilibrio e rifiuto
I banchetti promessi ed impazientemente aspettati

Siete schiavi dei vostri silenzi
Obiettivi derisi dal vostro sentirvi nel giusto

Bisogna accarezzare i sentimenti
Cullare le paure
Abbracciare le emozioni lì dove nascono
Non la spiegazione, il cercare di illustrare

Bisogna fare un viaggio l’uno all’interno dell’altro

Posso viverti
Ma non come tu ti vivresti
Bensì come io ti vivrei
E questo non va



Voglio che prendiate il controllo

Lasciate cadere i vostri scudi lisci e levigati
Ci manca il correre che tutto espelle
Riuscire ad arrivare fino in fondo
Andare oltre

Bisognerà soltanto attaccare
Conquistare qualcosa di diverso
Non restare ancora ancorati
Al regno dove danza il biomeccanico angelo morente


La nostra nave di cristallo
Non dovrà più solcare i vecchi mari
Non attraccherà più nei porti della menzognera gente

Utopiche libertà torneranno al capezzale dei sogni
Svestiranno la ferocia di realtà annichilenti
Circoli noiosi impiantati in un’educazione crudele
Che disillude la fantasia
Un passo prima della coscienza

La normalità non esiste
È solo un altro bambino
Che non gioca con la vita







Dategli un pensiero ha da essere più sporco!
  • Attualmente 5/5 meriti.
5,0/5 meriti (1 voti)

condivido pienamente il tuo pensiero

il 03/04/2007 alle 12:09

Ciao,
ho letto molte delle tue pubblicazioni passate e sinceramente speravo tornassi, visto che mi piace molto il tuo stile... e quello che dici.
Per quanto riguarda questa poesia, la trovo veritiera e abbastanza incazzosa, oltre che scritta davvero bene... complimenti

bye

desaparecido89

il 03/04/2007 alle 12:23

sembra un poema piu' che una poesia ma e' veramente scritto bene oggi t'ho conosciuto e apprezzato,complimenti,un saluto

il 03/04/2007 alle 12:41

Bentornato!Splendida denuncia contro questa schifosissima societa'.Complimenti

il 03/04/2007 alle 12:59

Bentornato caro Ivars. Hai scritto qualcosa d'importante: c'è, è vero, una critica spietata nei confronti del nostro tempo ma anche la speranza che le emozioni e i sentimenti siano l'unica speranza per un prossimo "rinascimento". Un bacio. mamma

il 03/04/2007 alle 13:40

si decisamente si
pat

il 03/04/2007 alle 14:29

Non potevi esprimerti meglio...senza parole e senza fiato...condivido pienamente il tuo pensiero e quello dei miei colleghi che mi hanno preceduta!
Complimenti e piacere di conoscerti!
Bacio
Melly

il 03/04/2007 alle 14:48

Grazie!Ti auguro un nuovo periodo di successi.

il 03/04/2007 alle 15:23

stavo passando oltre , sgomenta dalla lunghezza di questa poesia , ma poi ho visto il nick e mi sono bloccata , ho sempre sentito parlare di Yvars, sembra che per alcuni qui sei un mito, non ti conosco e non ho mai letto nulla di tuo non ho mai molto tempo e non sono una curiosa, quindi per me è come se fossi nuovo di zecca , tutto da scoprire , questa tua prima mi piace molto è realistica , espressa con i giusti toni, da idea di una grande incazzatura con l'inettitudine dell'uomo di fronte a tutto ciò in cui si trova immerso nel suo vivere. quindi il mio plauso e un meritato 5 per il mio pieno apprezzamento. ciao veronica.

il 03/04/2007 alle 15:28

bentornato, poeta



prolisso, he?

il 03/04/2007 alle 22:54