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Pubblicata il 12/08/2006
Tace la notte.
Silenzio strano:
né dolce né amaro;
è un silenzio vuoto,
è un buio lontano
nascosto chissà dove
tagliente come una spada;
è un dolore vermiglio
non come il sangue:
più rosso e più fondo.
E tu lontano.
Ipocondriaca notte
vestita di mestizia
scialba matrigna
serpe velenosa.
Evanescente gioia
cinicamente doni,
oniriche visioni
spariture nell'alba
foriera di novelle
o iettatrice.

10 agosto 2006
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La notte ispira in maniera diversa, talvolta ci è matrigna, altre volte è lieta compagna, ma è senza dubbio una parte importante del nostro tempo.
Ciao, mati.

il 12/08/2006 alle 23:13

Sarà certamente meno agitata di questa

il 17/02/2007 alle 11:13