Tace la notte.
Silenzio strano:
né dolce né amaro;
è un silenzio vuoto,
è un buio lontano
nascosto chissà dove
tagliente come una spada;
è un dolore vermiglio
non come il sangue:
più rosso e più fondo.
E tu lontano.
Ipocondriaca notte
vestita di mestizia
scialba matrigna
serpe velenosa.
Evanescente gioia
cinicamente doni,
oniriche visioni
spariture nell'alba
foriera di novelle
o iettatrice.
10 agosto 2006