I
Dicevamo che il sogno
svela la realtà
e che il giorno è desiderio
e quella consistenza
E un giorno io li liberai
e tu mi seguisti
La voce era la nostra voce
ed ogni altra
Sciolti, come nuvole fummo
in gregge, sparse per il cielo
Storni di farfalle
voli d’aeroplani
Figli di quel sole
Madre e padre della luna
terra e spazio di quell’aria
Alba breve
II
Vi sono morti col cuore che batte
e con l’alito pesante
Nelle notti di pioggia insistente
simili a suoni di campane
L’anima s’infradicia sotto la pioggia
Certe volte guardo oltre il muro
le navi pronte a salpare
Si gonfia il cuore nel partire
e lasciare le note sponde
Il silenzio, più silenzioso d’una morte
Eppure l’amore fa rumore
bussa, e aspetta che l’apri
Il suo sorriso è come una carezza
lenta e distratta
ma la vita non lascia spazi vuoti
Andarsene senza capire
o cercare di capire
Ci sono mani allungate nella nebbia
d’ogni ignota stazione
e un treno che corre, e stride, sui binari
III
Soffia quell’alito di sempre
e trascina. E svuota
A volte lontano
altre più vicino
Albe che vespri sono
Albe bervi, brevissime
sui materassi e fra i cuscini
tra lenzuola profumate
e gonfie, di sudore
La vita e la morte s’incrociano
Ancora una volta. Per sempre?
Dicevano che era un sogno
il nostro, e noi l’avevamo realizzato
Ora più non lo conosciamo
e male ci facciamo, senza capirlo
Tu per tuo conto, io con il mio
lontani e distanti, piangendo
e soffrendo. Sempre pronti ad attaccare
L’amore costa sangue e dolore
e quando cede, lascia il segno