PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 13/07/2006
Nello storidimento di un immoto
pomeriggio domenicale,
leggo un articolo di giornale
confondendo righe e caratteri:
mi sto assopendo.

Semicosciente,
col foglio pencolante dalla mano,
un frastuono attutito
giunge dalla stanza attigua
senza diminuire il mio torpore.

Ecco, precipito in un grande
parco grigio: fiori, erbe aromatiche,
alberi frondosi.
Tu, sullo sfondo, cammini
tranquillo.
Io, ti guardo.

Vorrei chiamarti,
ma sei troppo lontano,
non mi sentiresti.

Se corressi veloce, potrei
raggiungerti, amore,
ma le gambe sono immobili,
dure:
non mi posso muovere.

Rassegnata, ti vedo sparire
oltre la siepe del biancospino.

Tutto è finito,
il parco scomparso,
mi sveglio ansimante,

le mani dolorosamente
attorcigliate nel giornale.
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Esplode nella massima vigoria la potenza del sogno, ti ritrovi tra la natura rigogliosa e una figura a te cara, poi tutto scompare e nelle mani c'è la realtà, intrisa di malinconia.
Un caro abbraccio, mati.

il 13/07/2006 alle 16:09

In poche righe riassumi, sapientemente, il travaglio di una poesia che mi è costata tanto: descrivere un sogno ricorrente è facile (sappiamo bene come si manifesta), ma anche difficile; viene dal profondo e non sappiamo perchè. Un grande bacio e un forte abbraccio. Marina

il 13/07/2006 alle 17:48

Già, chissà perchè? Un abbraccio e un saluto affettuoso. Marina

il 14/07/2006 alle 08:00

Un sogno proietta sempre quello che metabolizza l'inconscio.E così ritorna lui:Ecco, precipito in un grande
parco grigio: fiori, erbe aromatiche,
alberi frondosi.
Tu, sullo sfondo, cammini
tranquillo.
Io, ti guardo.
ma l'immagine sparisce.Mi sveglio ansimante!".
Buona trasposizione di un sogno.Un grande abbraccio Dora

il 14/07/2006 alle 16:51

Grazie, carissima, sempre riconoscente verso il tuo affetto. Bacioni. Marina

il 14/07/2006 alle 18:10

Molto compartecipata...

il 31/07/2006 alle 19:44

Ne sono felice. Un abbraccio. Marina

il 31/07/2006 alle 19:58