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Pubblicata il 06/06/2006




Rinasce sugli alti picchi
dell’umana scintilla
l’asciutta argilla
di vecchi al sole

Padre, muore il giorno
come farfalla, un dì
e inquietante è, la notte oscura
dalle risa fugaci

Ore ne bagnano
come pioggia, il pelo
e, paura e speranza, è
l’oscura voluttà dell’essere

Tu, da solo
silenzioso faggio
guardi oggi in viso
l’asciutto deserto

Tu, chiaro vecchio
di mente ferito leone
a sospirar le pene
d’una fede negata

Tu, passata domenica
di un’età in declino
Serio sguardo
di vuoti silenzi

Tu, verità sommersa
zolla brillante
Tranquilla coscienza
Vomere e terra di semina passata


Tu, di nuvole dipinto
Montagna e pianura di foglia fresca
Giovane acquazzone
in virtù sfiorito

Tu, ansia e nevrosi
che mi tortura
Età passata
presente e futura

Tu, mio cuore
lontano infelice
Solitario viaggiatore
d’un giorno cattivo

Tu, voglia e catene
bocca e coraggio
Perduto gioco
d’una mano imprecisa

Com’erba al vento
nuvole di carta
In sogno, congelato
d’un disegno a tempo

Tu, quartiere silenzioso
come il morire d’un giorno
Il desiderio di nuovi battaglie
Margine faticoso di bufere a rischio

Tu, orgoglio consumato
di bimbo cresciuto all’alba
Amore partorito
da stanche e deboli braccia

Tu, ansia di dolci attese
ingiusta fine d’un dono di parole
Tu padre dalle lunghe sere
parete d’ombra d’ignara paura

Tu, vuota dispensa
sapore fumante del desco familiare
Pietra e bastone
di sentimento acceso

Io, figlio distratto e assente
Rugiada, giorno, fiore e foglia
terra e alba, pianta e frutto
di questo tuo lento morire





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Tanti sentimenti ruotano attorno alla figura del "padre", sono testimonianze incisive di un legame molto forte.
C'è l'intera vita di un uomo con il bagaglio di esperienze e di emozioni, colta con lo sguardo attento del figlio.
Un saluto, mati.

il 07/06/2006 alle 11:51

grazie mati
Gas

il 09/06/2006 alle 22:31