PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 01/06/2006
Mi piace il mare d'inverno,
la sua solitudine.

Vuoto il palcoscenico,
qualche ramo brullo
portato alla risacca,
secchi gusci di conchiglie,
acuti gridi di gabbiani.

Immobile, di fronte
a un orizzonte
livido,
vorrei tanto sentirmi
avvolta dal freddo vento
del crepuscolo.

Indifferente il paesaggio
alla mia pena.

Immensa distesa,
continui inconsapevole
il tuo moto perpetuo,
sempre quello, dall'inizio
del mondo.

Almeno tu
non trai dolore da
quella continua obbligazione.

Identico e incessante
il vizio del mio cuore:
si sottrae e poi ritorna,
ripetitivo e ottuso,
lascia una scia di strazio,
inconsolato.
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"Avrei voluto sentirmi scabro ed essenziale
siccome i ciottoli che tu volvi,
mangiati dalla salsedine;
scheggia fuori del tempo, testimone
di una volontà fredda che non passa.
Altro fui: uomo intento che riguarda
in sé, in altrui, il bollore..." (cit.)

Chissà qual è la strada migliore. Io ho sempre scelto ustioni...
me la sento addosso la sensazione che descrivi!


il 01/06/2006 alle 20:32

Cara Elena, hai scelto le ustioni perchè credi nel sentimento: non scriveresti poesie tanto intense se non fossi "sentimentale" nel senso non deteriore del termine.
Una persona che ha dentro un rimpianto, nonostante il tempo, lo rimugina incessante: come il moto dell'onda sembra sottrarsi ma inevitabilmente ritorna. Grazie per la cit. Un abbraccione. Marina

il 02/06/2006 alle 12:15

Quando una persona che legge le mie liriche mi dice di trovare una corrispondenza tra il suo cuore e il mio scritto, è una gioia immensa. Un filo rosso di sensazioni che unisce le persone. Siamo tutti umanità. Un abbraccio. Marina

il 02/06/2006 alle 12:18

Sai parlare col mare, sai ascoltarlo... ecco perchè lo "senti" così... e riesci a trasmettere ogni sua magia! :-)

il 02/06/2006 alle 14:49

Hai scritto dei versi che si tramutano in vivide emozioni.
Hai reso corrispondente al moto umano il moto delle acque nel periodo invernale, quando giunge a riva l'onda forte, pregna di malinconia.
Un abbraccione, mati

il 02/06/2006 alle 16:14

Adoro il mare d'inverno. Bellissima metafora questa del vizio assurdo che il mare ha contagiato al cuore.
Ciao

il 02/06/2006 alle 18:33

Grazie Acqua, hai scritto per me un commento molto bello:mi ha dato molta gioia. Un bacione.Marina

il 02/06/2006 alle 18:38

Cara Mati, ho accolto con immensa felicità le tue perole, soprattutto perchè tu sei maestra nel fondere, con i tuoi versi, le emozione con la natura. Un forte abbraccio. Marina

il 02/06/2006 alle 18:41

Qui, oggi, sul mare, è una giornata piovosa e fredda. Mai poesia appare più appropriata.
Si respira salsedine e risacca: naturale moto che sospinge il mondo.
Molto bella.
N.

il 02/06/2006 alle 18:41

Il moto incessante e ripetitivo del mare è uguale a quello del mio cuore. Grazie per l'attenzione e le belle parole. Ciao. Marina

il 02/06/2006 alle 18:43

Sono contenta, caro nemo, che ti sia piaciuta la mia lirica: anche tu scrivi molto bene. A rileggerci. Ciao. Marina

il 02/06/2006 alle 18:46

"qualche ramo brullo
portato alla risacca,
secchi gusci di conchiglie,
acuti gridi di gabbiani."

Immagini che riportano il dolore della separazione,e il pensiero di te...
Bella lirica.Un bacio Dora

il 05/06/2006 alle 09:01

Il moto del cuore che ritorna su un rimpianto costantemente imitando il movimento delle onde. Un bacione e grazie sempre per l'attenzione. Marina

il 05/06/2006 alle 10:27

abbiamo guardato lo stesso paesaggio attribuendo ad esso emozioni diverse... il cuore è la chiave di lettura. Ciao. Marina

il 01/10/2007 alle 20:22