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Pubblicata il 28/04/2006
UMANITA’

Una mistica ed estatica visione
si perde nell’orizzonte immenso.
Tranquillo fa la ruota il bel pavone
si spande sull’altare odor di incenso.

Tra le colline gobbe e inaridite
si accendono e si spengono le vite.
Mentre una donna sale il suo calvario
stringendo fra le mani il suo rosario.

L’ìnceder suo è lento ma fatale
come la pioggia che non vuol cessare.
Non parla , non vede e più non sente
le voci che si scambia l’altra gente !
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Melodiosa....anche triste...saluti

il 28/04/2006 alle 19:12

Grazie
Vittorio

il 29/04/2006 alle 08:30

bel ritmo e gran tristezza

il 29/04/2006 alle 16:35

Grazie sono contento che ti è piaciuta.
Ciao
Vittorio

il 30/04/2006 alle 08:27