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Pubblicata il 24/03/2006
LA SCATOLA DEL VENTO

Sento sulla pelle nuda
lo scontro tra le correnti d’aria calda
e le ventate disegnate dal rasoio
in mezzo ad un ponte malfermo
da un capo all’altro
della depressione bipolare
più prossimo alla morte
che alla coniugazione dei verbi
al futuro
che accade quando non ti accorgi
del volo radente di un angelo custode
raro quanto la cometa di Gesù?
Il vento che ha iniziato
a soffiare
sulla piana di Gela
spegne l’incenso pleonastico
che sacrifico a Tanatos:
Io sono vivo
e lo ripeto nella mia trance
anche se mi autocondanno
alla trasformazione delle parole
pregne della quaresima.
Io sono vivo
ed è il soffio
di un uomo assolutamente autentico
che mette un passo dopo l’altro
sui pioli della corda
che funge da ponte
tra sé e te.
Mi abbandono
alle tue mani
che vegliano sui pericoli
ch’io corro
quando sento i pori dilatati
dall’essenza dell’assenzio.
Il veleno che aveva preso il posto del sangue
si scioglie sotto
l’effetto della pozione
possiedi il segreto che mi separa
dalla partenza più infelice.
Sia benedetto
questo vento
che soffia su Gela:
Io sono vivo
e sono lacrime lente
perfino ponderate
per cuscino
uso la scatola delle meraviglie
che contiene
ciò che definisco
il tuo purissimo amore.

dedicata a Giusi C.
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una vera dichiarazione d'amore alla vita
bella
Maluan

il 24/03/2006 alle 23:05

Si, ma alla vita con la donna amata.
Grazie.
Nino

il 25/03/2006 alle 07:32

Nei tuoi versi ricorre la passione per la donna amata e il richiamo al vento della pianura di Gela che qualche volta ho avvertito sulla mia pelle.
La donna amata ti riporta a quel soffio e dona al tuo cuore grandi emozioni, un saluto dalla Sicilia, mati

il 25/03/2006 alle 11:42

Ti sono grato per le parole spese, sei siciliana?
Io sono palermitano e, finora, non ho messo piede a Gela.
Nino

il 25/03/2006 alle 12:16