LA SCATOLA DEL VENTO
Sento sulla pelle nuda
lo scontro tra le correnti d’aria calda
e le ventate disegnate dal rasoio
in mezzo ad un ponte malfermo
da un capo all’altro
della depressione bipolare
più prossimo alla morte
che alla coniugazione dei verbi
al futuro
che accade quando non ti accorgi
del volo radente di un angelo custode
raro quanto la cometa di Gesù?
Il vento che ha iniziato
a soffiare
sulla piana di Gela
spegne l’incenso pleonastico
che sacrifico a Tanatos:
Io sono vivo
e lo ripeto nella mia trance
anche se mi autocondanno
alla trasformazione delle parole
pregne della quaresima.
Io sono vivo
ed è il soffio
di un uomo assolutamente autentico
che mette un passo dopo l’altro
sui pioli della corda
che funge da ponte
tra sé e te.
Mi abbandono
alle tue mani
che vegliano sui pericoli
ch’io corro
quando sento i pori dilatati
dall’essenza dell’assenzio.
Il veleno che aveva preso il posto del sangue
si scioglie sotto
l’effetto della pozione
possiedi il segreto che mi separa
dalla partenza più infelice.
Sia benedetto
questo vento
che soffia su Gela:
Io sono vivo
e sono lacrime lente
perfino ponderate
per cuscino
uso la scatola delle meraviglie
che contiene
ciò che definisco
il tuo purissimo amore.
dedicata a Giusi C.
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