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Pubblicata il 22/03/2006
NON CONOSCERAI RUGHE

Come sei bella
quando ti chini
a raccogliermi
dal mio psichismo profondo.
Amo la vita
quando sento
il fresco calore
delle tue mani,
che cancellano
le macchie del tempo
depositate dall’ansia
e dal rotismo
degli orologi.
Mi carezzi
fino al sonno,
che si tramuterà
in sogno.
Al risveglio,
sarò io a curarmi
che la pelle del tuo viso
non conosca rughe

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mi ha ricordato una bellissima ode di Shakespeare al Tempo per chè preservasse intatta la sua amata...

il 22/03/2006 alle 10:27

Grazie, almeno a te, ha ricordato qualcosa, alla diretta interessata, è parsa poco più che invisibile...

il 22/03/2006 alle 14:20

io credo che un poeta più che per altri, scriva per se stesso....è questa la nostra vera gioia e consolazione!

il 22/03/2006 alle 16:36

No, non sono d'accordo. Il fine primo, per uno scrittore, è quello di socializzare le proprie abilità.
Dimentichi, o sottovaluti, la porzione egoistica, il rimando narcisistico, che si ottiene, dal sapere che hanno letto il tuo componimento?

il 23/03/2006 alle 14:14