EXPECTO PATRONUM
Ho per tetto un muro d'acqua
e respiro col petto oppresso
ricordi gassosi che paralizzano i miei sensi.
Si espande il mio io sino a coprire la realtà.
Solo, con le mie paure
sintonizzato sulla voce narrante,
che enumera, una ad una,
le tragedie vissute, quelle inventate e le altre
che vagano sul confine.
La mia coscienza è un ragno
che tesse le pareti della mia prigione:
giudice, imputato, carceriere e folla impietosita.
Così mi sento, quando mi abbandonano.
Questo muro di ricordi liquefatti,
che violenta le cellule dei miei polmoni
e preme, preme, sino a farmi desiderare
la cessazione di battiti e respiri.
Allora, solo i tuoi occhi, che rivelano l'origine blu dell'acquario che ti generò,
possono creare la grande scintilla.
E' un arco voltaico, quest’amore che provo per te,
dissolve la cella, affronta e sconfigge
l'incanto greco della voce tragica,
solleva il muro, lo rende pioggia fine,
mi rende libero.
Mi giunge il suono delle tue pulsazioni.
vedo la luce che hai creato,
sei sempre stata accanto a me.
Dedicata a Giusi C.