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Pubblicata il 27/02/2006


Odora di foglie il tuo piccolo lobo
riconosco la stirpe dei tuoi boccoli d’oro
sei stata nei boschi, al limitare
Fiore soave e luce sulla pelle

Tocco il tuo piccolo grande orecchio
e la mano scivola sulla tua spalla
Ficco il mio naso tra i tuoi seni
e sorrido. Li riconosco

Soave aroma che penetra la terra
e l'aria. Odori sulla pelle
Foglia e albero della vita
come polvere bianca, sulla strada

Tepore del palpito segreto
sapore di sugo di casa
Colomba fra i capelli
e mano che toccò la luna

Stella della tua pelle vellutata
oro di grano, paura la tua furia scatenata
Sul calice la tua bocca lasciò fragranza
e sostanza del tuo corpo

Accettai il tuo amore
al suono delle campane
Come una sorgente di montagna
E annusai il cielo

Brucia questo vespro infuocato
lasciando desideri nella pelle
Soffia il cuore davanti ad un mare incazzato
e al bordo della schiuma, sul vento
corre lontano. Ma non dimentica

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"carnale" ed al contempo, "celestiale", "trecentesca": bella ed interessante lirica che si fa leggere.
Già l'ho detto: per me, sei bravo!
5

il 27/02/2006 alle 16:30

Nelle poesie scritte da uomini c'è sempre un riferimento al corpo dell'altro, sono più terrene; nella tua c'è una sensualità gentile, genuina. La donna che descrivi è una creatura viva, non è un angelo, ma è vera e piena di tenerezza. Questo è l'elemento che mi ha colpito di più.Ciao. Marina

il 27/02/2006 alle 20:53

grazie, davvero
sono commosso.
Ciao
Gaetano

il 06/03/2006 alle 22:36

Grazie Marina
commosso

ciao bedda!
gaetano

il 06/03/2006 alle 22:37