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Pubblicata il 23/02/2006

Ti cercherò
In ogni oscura strada dal passo ignoto
Fra le tombe d’ogni memoria possibile
Tra i fulmini che squarciano il cielo

Ti troverò
Tremante di paura, sulle foglie di bambù
Tra bende di garza avvolta
Legata, stanca e arresa nei pensieri

Ti riconoscerò
All’ombra della debole pioggia
Pensierosa e assente
Bella, come un papavero tra il grano maturo

Ti toccherò
Picchiettando con le dita, sulle finestre tremanti
Come raffiche di voci urlanti
In silenzio, sfiorandoti le mani

Ti parlerò
Giocando coi piccoli sassi nella strada
Con gli occhi, inumiditi dal pianto
Sulle perdute sponde della fredda tenerezza

Mi riconoscerai
Nel limo di sabbia che increspa la trasparente brezza
Nelle mani intente a seguire il calare del sole
Nella dignità avvolta dall’affaticata vita

Mi toccherai
Ascoltando i battiti del tuo perduto cuore
Come il vento caldo sulla debole fiamma
Dignitosamente rannicchiata in un lieve sorriso


E saremo ancora insieme
Nelle notti di luglio inoltrato
Sul tetto di nubi striscianti
Nel tempo che ritorna


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dio.............
che bello crederci!

il 23/02/2006 alle 20:04

intensa..

il 23/02/2006 alle 20:13

Hai scritto una bella poesia: l'amore che ritorna, una speranza viva che non muore, che nulla scalfisce. Quando si è molto avviliti per un grande amore finito, si hanno improvvisamente dei momenti di fiducia, si avverte che qualcosa sta cambiando in positivo: spesso è solo un'illusione, ma è bella lo stesso. Ciao. Marina

il 23/02/2006 alle 21:24

grazie. La spranza è sempre l'ultima a morire. E poi nella mente succedono i miracoli!

Ciao bedda!

il 25/02/2006 alle 23:17

bella, piena di speranza, scritta anche molto bene...ciao francesco

il 25/02/2006 alle 23:39