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Pubblicata il 17/06/2005
In viaggio
un uomo semplice,
il sogno di una vita,
lo sguardo verso casa.

Si scontrano con gli occhi
due braccia ed un bambino,
un bacio alla sua terra,
è lungo il suo cammino.

La sua non è una scelta,
non è fame di gloria,
lavora in una terra
di un ladro di memoria.

Nasconde nel sorriso,
il vero può far male,
lui ama la sua vita
ma ha un cuore da salvare.

Non passeranno gli attimi,
non fioriranno gli alberi,
c'è solo un cielo nero
che bagna il giorno al vertice.

Un segno sulla fronte,
il buio è certo complice,
quell'uomo ha disegnato
il volto del carnefice.

A Fabrizio Quattrocchi
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questa mi ha fatto venire i brividi ricordando l'evento ,un saluto

il 29/06/2013 alle 12:15