PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 06/08/2004
Credevo che il buio
fosse oltre l'infinito,
immaginavo di scavare
un buco senza fine,
per cercare il nero
piu' profondo della notte.

Credevo di dovermi
isolare in cima
ad una vetta
per ascoltare
il silenzio assoluto.

Non ci sono andato
oltre l'infinito,
non ho scavato
un buco senza fine,
non sono salito su di una vetta.

Ho trovato il nulla,
il nero della notte,
il silenzio assoluto
in un solo attimo:

l'attimo in cui ti ho persa.


Firenze 5/08/2004


federi'

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lei riesce ad esprimere pathos e tecnica in una maniera così naturale, i suoi versi non sono legati perchè si sperdono nell'aria e pervadono dell'emozione che provava mentre scriveva.

io credo cha la sua poetica sia degna di lode, perchè come un pugile conosce il tempo nel corpo di ogni ripresa, così lei è riesce ad esprimere il massimo, però al il senso del tempo che funziona come tamburo, è il ritmo regolare ed una metrica che sale e scende in maniera eloquente...

credo che ci sia un grande lavoro dietro alla sua espressione oltre che sentimenti sinceri. con questa mia opinione prendo in causa tutte queste quattro poesia, poichè sono belle allo stesso modo.

espressivo il paragone inverso della fatica, bello!!!...perchè è nel silenzio che si trova la quiete, la quiete è perfetta nel movimento...per questo "non si supera l'infinito" esso non è causa nostra, lasciamolo stare!!! in esso rivedo nella mia mente l'oracolo della Sfinge, che era toro, leone, aquila e angelo........

eloquente, ben fatta, naturale, scorrevole, viva in se stessà...senza calcolare l'amore che è il perno dell'ispirazione, origine della poesia, musa del Ricordo....

salve

el.

il 06/08/2004 alle 10:04

Il mio scrivere,credimi,e'leggermi dentro:

lo faccio in quanto ogni cosa che narro e' padrona della mia realta', a volte remota, ma sempre presente nella mia anima,in quanto vissuta con assoluta fermezza di quella consapevolezza che,a volte, lascia poi lo spazio alla solitudine,ai ricordi ed a volte alla rabbia.

Grazie davvero per avermi capito e grazie soprattutto per la maniera come hai saputo sottolineare quanto avevo intenzione di trasmettere.
Il tuo commento mi inorgoglisce e non lo merito:
scrivo e basta,
ciao,Federico

il 06/08/2004 alle 10:54


salve signore lei scrive bene,

nel commento mi sono dimenticato di dire che usa la retorica in maniera molto intelligente, perchè con esse dai modo a risposte contate, sul fatto che l'amore che c'era c'è ci sarà ancora, anche perchè non è lei quello che soffre, ma quelli che sono di mezzo tra voi...

poi infine riesce con ironia, a rendere la fatalità e la conseguenza, ma con tristezza, poichè la "perdita" è una separazione, e l'amore è 2 in 1, nel cuore e nel corpo. cmq tutto poi si inverte in grazie di quelle domande che cmq hanno già detto tutto del resto è cioè che è "infinito" là dove lei non va a scrutare perchè lo conosce già, è l'amore che aveva e che ricorda.....parlerei per ore su questa poesia, perchè in se contiene molti concetti aristotelici che estrapolerei con grande piacere.

buona giornata

cirolorenzo eliysciuah

il 06/08/2004 alle 11:40