Bella poesia, vittima da ferite (per estensione possono essere sia fisiche che spirituali)l'uomo non vede speranza all'orizzonte e vorrebbe solo fermarsi ai lati piacevoli della vita che però frenano l'uomo nei suoi "voli" verso mete più elevate e ricade nella malinconia. (se ho inteso giusto...)
Quest'ultima strofa è veramente bella, come tutto, del resto.
Ciao
Axel
Caro Dario,
Il tuo stile lo si riconosce sempre, reca con sè una firma inconfondibile. Molto bella davvero l'idea dei nodi della psiche e l'assioma della cicatrice che s'apre sempre, per una seconda volta o all'infinito. Perchè non v'è piaga impressa nel nostro spirito i cui effetti non si ripercuotano nel nostro presente, nel nostro futuro.
Ciao
Antonio.
Ma sì, pazienza, se è a spleen che ti riferisci, o in ogni caso, ciascuno pensi ciò che vuole, l'ho scritta in un momento di grande tristezza e se qualcuno più bravo di me ha scritto qualcosa di simile in passato, questo mi fa solo onore. Grazie Giuly
Dario
Questa, come struttura e dimensioni, somiglia a "battesimo", credo sia un caso. In qualche modo il nostro passato si manifesta, sì, e ferisce perchè giunge inaspettato. La mia maniera di scrivere è sempre cruda e indigesta, non sarò mai capace di parlare di uccellini che cinguettano su ramoscelli che stanno sopra fanciulli che giocano con gli aquiloni sorridendo. Sono triste.
Non rammaricartene, caro Dario, è solo un bene che tu non scriva di fanciulli gioiosi ed uccellini. La tua tristezza è tua ed è preziosa, non buttarla via, al vento o su paludi, alle cicogne ammaestrate della strada... Non essere triste d'essere triste, la tua tristezza ti da vita ed è preziosa.
Ciao con affetto
Antonio.
Grazie delle tue splendide parole, delle attenzioni nei miei riguardi, sarò banale e ripetitivo ma comunicare con te è cosa graditissima.
A presto Antonio
Dario
Grazie a te per avermi dedicato tempo, Ester, questo mi dà gioia e voglia di scrivere, anche se non tutti i versi sono rose e fiori, come tutti vorrebbero a volte.Se prima ci si rende conto di come girano alcune piccole grandi cose del mondo, prima si accettano. O almeno una parte di noi le accetta. Un abbraccio Ester
A presto spero
Dario