PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 20/09/2003
Volevo l'onda calma e la tempesta,
il vino e l'acqua, il cielo e l'arenile,
gli alberi, enormi Re della foresta,
e le tenere erbette dell'aprile.

In cambio avrei donato solo file
di versi da cantare ogni momento,
certo di essere il capro dell'ovile,
quello che solo vale più di cento.

E più che avevo e meno ero contento
negli anni accesi dell'età più forte,
quando, ambizioso come un monumento,
sognai perfin di vincere la morte.

Ora che ho spalancato le mie porte
a una realtà che mai volli vedere.
neppure un'ombra siede alla mia corte
e nessun verso nasce al mio cantiere.

Niente sono riuscito a trattenere
sprecando ad una ad una ogni occasione,
per declinare sempre il verbo avere
e recitar la parte del leone.

Oggi mi basterebbe l'emozione
di un fresco bacio a risvegliarmi in festa
e in cambio di quest'ultima illusione
darei tutta la vita che mi resta...


  • Attualmente 5/5 meriti.
5,0/5 meriti (1 voti)

Una sorta di bilancio della propria esistenza tra l'essere e l'avere , con uno spiraglio di speranza in fondo ( o è solo un'illusione......).
Una bella poesia. Ciao :)

il 20/09/2003 alle 10:09