Cresco come l’erba sui muri di un convento
slegato, spazzato via dai giorni e ancora verde
nell’aria che divento...
Cresco lento come le piante grandi, come le stagioni,
che alternano serate fresche e lune e prati rasi
e ancora acquazzoni...
Cresco a carponi, su strade fatte a scale e a campi incolti
nelle penombre lacere, nel giorno appena vivo
cresco nei volti...
Cresco a risvolti, come le piazze strane di un paese
arroccato di ingiurie, nascosto dai clamori, dagli urli,
lontano dalle offese...
Cresco di attese, come il tempo bastardo di febbraio,
di acute timidezze, di scarpe consumate, di “evviva”
di sole e di granaio...
Cresco di un paio d’ore ogni minuto
cresco di tempo avaro, di donne e di denaro
cresco ad imbuto e tiro su con me le ore passate
cresco di notti sconce, di risate
cresco a manciate.