Un conciliabolo di parole ribòlle, limacce, pittate di nigro
o rubesco sambuco.
Mi gallano gaie, s'allitterano
sul bianco,
scarabocchiano freghi
sul tuo metro stanco.
E In libertà, in polte di vasca, trattengo con cura il neologismo raschio, il sintagma d'altura
per un necessario distacco
da sardoniche pinzochere,
da sciòcheri saccàri
di contro riforma.
«Carissimo Padre, se penzate che sia un istituto che io ci debba imparare il mestiere levativelo dalla testa perché è un manicomio. Mettetemi fuori da questa scascatura di matti/che io sono sano» (autore ignoto)
«Io sono un astronauta minerale/colonizzatore dei sistemi termici. Come una farfalla metallica/mi hanno chiuso in questa scascatura... Corazzi/Nannetti = Fernando/
nato/a/ Roma il /3 /10/ 1927/
moro/spinaceo/ castagno/alto/
1,60 /secco/bocca/stretta/
naso/ Y.»
Ritorno d'origine ad un bisogno d'articolo, di auto-rifondazione,
che è prima urgenza,
la necessità di essere-esserci.
Poi voce d'arte assoluta, inconsapevole, innocentemente
nuda.