Sai cosa mi piacerebbe, amore?
mi piacerebbe sparire piano
senza fare rumore
come il fumo buono che esce dal camino
nelle mattine fredde di gennaio.
mi piacerebbe vivere nel bosco con te,
in una casa dalle pareti fuori squadra
con le finestre piccole
e il tetto che canta sotto il piovere.
svegliarmi presto
ma senza fretta.
con il tuo respiro addosso
e i capelli nel viso
come rami morbidi al vento.
mi piacerebbe non dover correre.
non dover rispondere.
non dover spiegare niente a nessuno.
lasciare il telefono spento
come un demone vinto sul tavolo
e sentire finalmente
quanto rumore fanno gli alberi
quando il mondo fuori tace.
mi piacerebbe fare colazione lentamente.
il caffè troppo caldo.
le tue mani fredde sulle mie.
il pane tagliato male.
riderti addosso
per qualcosa di stupido
senza quel peso continuo
di orologi, scadenze, conti, gente.
mi piacerebbe guardarti invecchiare piano.
con calma.
come fanno le montagne con il marmo.
camminare insieme nella fanghiglia
rientrare bagnati,
lasciare le scarpe fuori dalla porta
e fare l’amore, si l’amore..
senza la sensazione
di stare rubando tempo alla vita.
mi piacerebbe dormire quando ho sonno.
mangiare quando ho fame.
scrivere canzoni inutili
solo perché esistono le sere tristi
e qualcuno deve pur parlarci.
mi piacerebbe non avere paura.
non del futuro.
non dei soldi.
non della gente che se ne va.
solo tu,
io,
un cane vecchio,
la legna accatastata male,
una radio che gracchia piano
e il lusso immenso
di non dover diventare niente.
perché forse, amore,
la felicità vera
non è vincere il mondo.
È potersi addormentare
con il cuore finalmente seduto.