PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 28/04/2026
Elena tace.

fumo nero.

non mi guarda.

“Ti preparo una tisana”
le dico.
“Sì, ma alcolica.”

appoggia i gomiti
sul tavolo della cucina.
il viso tra le mani
colore d’asfalto.

tra poco
se ne andrà.

scuote la testa.
“Sono esausta.”

quel giorno
è già qui.

noi
prenderemo la notte
e la incendieremo.

poi ognuno
terrà la cenere.
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Elena è nera, come si suol dire, ma una volta consolata, arriva il momento della fuga dove le pene andranno bruciate e non resterà che cenere. I passaggi incedono fino allo sfogo finale. Bella, come sempre...

il 28/04/2026 alle 07:38

Non so perché mi è sembrato di varcare una corsia ospedaliera. Mi hanno sempre affascinata le corsie e un po’ mi sono familiari. La soglia dove vita e morte si avvitano. Dopo è un viaggio.

il 28/04/2026 alle 07:45

All'altra versione non ho voluto pensare.... mah... Sarebbe più triste...

il 28/04/2026 alle 07:55

Elena e Samantha, lavoro e svaghi, amori e disinganni, viaggi e quotidianità. Nei tuoi infiniti mari anche le notti più scure si illuminano di stelle. Resta il rammarico di una lontananza da una delle poche vite degne di essere vissute...

il 28/04/2026 alle 10:47

Eh Poe, grazie infinite come sempre...bella la tua interpretazione anche se la vera è l'altra versione.

il 28/04/2026 alle 11:16

Thea, dopo tanti anni di lavoro in corsia ti posso dire che la tua visione " la soglia dove vita e morte si avvitano" è veramente bella e profonda. Grazie per il tuo commento

il 28/04/2026 alle 11:19

Jean, grazie........... ( nei puntini ci sono altre parole, ma non mi escono bene come vorrei)

il 28/04/2026 alle 11:32