Quando giocavo a calcio Papà
dal mattino all’imbrunire
e mi insegnavi lo stop a seguire
o quando mi portavi a vedere Maradona,
con i suoi dribbling e le sue finte
e ritornavamo a casa, a volte litiganti
ma si poteva, sempre sinceri, fuori dai denti
e quando stavi lì, con me, fino a notte fonda a studiare,
o all’alba pronto ad accompagnarmi
ad un esame da fare…
e non mancavano le tue sgridate,
così come la tua dolcezza nella mia sofferenza.
sapere che c’era chi mi pensa…
e sento maledettamente la tua mancanza,
come quando giocavamo insieme a pallone…
mi manchi, mio Campione.
Aniello Quaranta
- Attualmente 4.25/5 meriti.
4,3/5 meriti (4 voti)