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Pubblicata il 06/09/2025
Ridea il mattin su l’erbe ancor bagnate,
sfiorando i volti d’anime gioconde;
tra giochi e canti, l’ore disgiogate
fuggìan leggere, simili a colombe.

ma rapido il cammin del sol declina,
e d’oro il riso si scolora in bruma;
così la gioventù, che par divina,
in cenere si volge, e in polver fuma.

pur resta, al cuore, un palpito segreto,
memoria viva d’un fulgor gentile,
che arde più puro, quanto più vien vieto,
quasi scintilla d’eterno fanciullile.

e l’uom, mirando all’ombra che già avanza,
spera nel ciel rinascere in speranza.
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Non siamo più abituati a questo poetare aulico e sonoro, tu ci hai fatto fare un balzo all'indietro, ed è stato bello. Bravo Gil e complimenti.

il 06/09/2025 alle 11:32

Le sue parole, nobilitano i miei versi. Grato d’aver destato memorie sopite. Gil

il 06/09/2025 alle 11:51

Scritto di altri tempi, piaciuto.

il 06/09/2025 alle 17:50

È lo stile che adoro e che preferisco ed era, d'entita modesta, l'unico che adottavo in passato. Quando lo vedo vivere e rivivere per me è sempre festa.

il 06/09/2025 alle 21:09

Il suo pensiero è per me gioia e ispirazione, epifania di emozioni che sorge dalle mie modeste parole."Gil

il 06/09/2025 alle 21:40

ai tempi della scuola superiore, in epoca remota, scrissi scherzosamente: s'io Dante fossi così per caso, da mia cagion sarei evaso...

il 06/09/2025 alle 22:01