Certamente, amica Nin! Stupenda esposizione della realtà che pesa, ma che ci implora di apprezzarne il senso! Ti abbraccio, sorridendo alla tua straordinaria bravura! Tvb
Grazie davvero, le tue parole mi hanno fatto piacere. È bello sapere che hai colto quel senso del tempo che a volte pesa, ma che allo stesso tempo ci invita a cogliere ciò che vale. Forse anche tu, come me, senti quanto il tempo cambi il nostro sguardo sulle cose , e quanto ci spinga, proprio per questo, a vivere con più consapevolezza. Ti abbraccio con stima e un sorriso.Sir.
''in ogni istante che pulsa, vivo /nonostante il peso del tempo''...Penso che in te c'è un grande Cireneo (quello che aiutò a portare la croce a Gesù durante la Via Crucis ) ed è costituito dalla tua grande capacità di apprezzare ''i sapori , gli odori, i colori '' che appartengono alla vita terrena , in altre parole nella tua grande sensibilità di apprezzare e di godere della vita in ogni sua forma . L'ho apprezzata molto . Baci Eos
Grazie eos,il riferimento al Cireneo mi ha profondamente toccato: è un’immagine potente, che racchiude insieme il peso del cammino e la forza della condivisione. Forse è proprio così: nel riconoscere la bellezza semplice e concreta dei “sapori, degli odori, dei colori”, cerco di alleggerire quel peso, non solo per me, ma anche per chi legge. Perché credo che, nonostante la fatica del tempo che passa, ci sia ancora molto da sentire, da vivere, da amare.Il peso del tempo non è solo stanchezza o nostalgia. È la consapevolezza che ogni attimo è unico, che ogni volto, ogni voce, ogni gesto può non tornare. È il bagaglio dell’esperienza, dell’amore, delle perdite, dei sogni cambiati o lasciati indietro. È proprio questo peso a renderci più attenti, più veri. Ci rallenta , sì , ma per farci vedere meglio, per farci ascoltare più profondamente. Non è un peso sterile, ma un carico che ci ricorda quanto abbiamo vissuto, quanto abbiamo amato. E forse, paradossalmente, è proprio grazie a questo peso che impariamo a leggere la bellezza nelle cose semplici, a gustare la vita nonostante (o forse proprio per via) della sua fragilità.Abbracci affettuosi cara eos.
l'incantesimo di Merlino ha liquefatto le catene e tu sei splendidamente libera di emozionare tutto ciò che ti circonda.. sei una creatura bellissima di splendore.. grazie
Benvenuto gran Visir, finalmente inizi a commentare...vediamo tante tue belle poesie ma aspettiamo anche i tuoi suggerimenti...mi stai quasi facendo santa...grazie!
Il tuo tocco è magia. La tua sensibilità è proiezione di vita. Dico: meravigliosa!
Un bellissimo scritto intriso di dolce e amaro, ma alla fine la differenza sta sempre in quell'equilibrio che ci regala lo spirito nel tempo.Un Saluto
Hai centrato il cuore del senso: è proprio lo spirito, con i suoi silenzi e i suoi slanci, a dar forma al tempo che viviamo. Grazie Giancarlo per aver condiviso questa riflessione.Abbracci.
A me sembra che il tempo non pesi per niente;a fine estate,stavi scrivendo,versi piuttosto definitivi,parole dettate da una malinconia struggente che ora,ai primi di novembre forse leggendole ti appaiono anacronistiche,inattuali...Si scrive per sedurre,Ninetta,ma nel migliore dei casi,si arriva secondi!
Forse hai ragione: si scrive sempre dopo, quando l’onda si è già ritirata e resta solo la sabbia a raccontare. Ma in quel “secondo posto” c’è anche la grazia del ricordare , il tentativo di dare forma al peso del tempo, di ascoltare ciò che l’emozione ha lasciato. Se la scrittura arriva seconda, è perché la vita corre veloce; la parola, invece, rimane per custodire ciò che passa.La scrittura è sempre un ritardo, una replica. Ma che importa? Anche i riflessi seducono, pur non essendo la luce. Io scrivo perché ciò che mi attraversa non resti muto, anche se ormai ha già detto tutto, altrove.Grazie Sergio, lieta del tuo commento.Saluti.