Re mite, Catone,
tu suoni la lira,
attendi virtuoso,
che il mare respira
il moto suo ondoso,
non altra cagione,
il tuo compimento,
oh, cuore di quiete,
mai teso alla sabbia.
sei al sole l’abete,
tu domini rabbia.
nessun turbamento
è vile minaccia,
nel quieto cammino
degli uomini forti,
che avranno a destino
le tenebre sorti,
che quiete le scaccia.
codesti bui tempi
degli anni recenti,
di governatori
superbi e indecenti,
mai più i senatori
sono umili esempi.
votato a dovere,
estrema obbedienza,
quel che tu vivesti,
amara sapienza,
che in cuor pretendesti
è in cuor possedere
distacco impietoso,
rivolto allo stolto,
che stringe la sorte
di un popolo avvolto
dal male. La morte
è un far doveroso.