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Pubblicata il 10/10/2024
Re mite, Catone,
tu suoni la lira,
attendi virtuoso,
che il mare respira
il moto suo ondoso,
non altra cagione,

il tuo compimento,
oh, cuore di quiete,
mai teso alla sabbia.
sei al sole l’abete,
tu domini rabbia.
nessun turbamento

è vile minaccia,
nel quieto cammino
degli uomini forti,
che avranno a destino
le tenebre sorti,
che quiete le scaccia.

codesti bui tempi
degli anni recenti,
di governatori
superbi e indecenti,
mai più i senatori
sono umili esempi.

votato a dovere,
estrema obbedienza,
quel che tu vivesti,
amara sapienza,
che in cuor pretendesti
è in cuor possedere

distacco impietoso,
rivolto allo stolto,
che stringe la sorte
di un popolo avvolto
dal male. La morte
è un far doveroso.
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L'oratoria e la retorica della Roma antica attraverso poesia che svela pezzi di storia! Complimenti e saluti.

il 10/10/2024 alle 11:52

Grazie di cuore Dade! Buona giornata!

il 10/10/2024 alle 12:02

Grazie di cuore, Beatrice!

il 11/10/2024 alle 18:02