Solitario amico,
che come le stagioni,
il mio vivere scandisci,
ancor nudo e vecchio ,dalle nodose ossa, alla vista mi ti offri, aprendo le finestre,
finché di Febbraio, il tempo ,non s'arresta.
svettano verso il cielo,
i tuoi più giovan rami,
mentre altri,
ormai vetusti e secchi, reclinano il capo.
ma, ti fanno compagnia,
di primaver preludio,
di uccelli , i primi canti.
nella irrequieta dolcezza
dell'inverno in declino,
con calma, di rivigoreggiar
attendi...
presto di purezza biancheggerai,
e nella tua candida veste,
di delizia, si inebrieranno,
i miei sensi tutti.
sarai il rinascer della speme,
dopo la lunga notte,
e manna per l'anima mia ,
affamata di sincera primavera.
- Attualmente 4.33333/5 meriti.
4,3/5 meriti (3 voti)