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Pubblicata il 15/01/2021
Ingannevole poeta, che insinui
d'aver patito Euterpe
musa eccelsa delle liriche,
che arrivano dai Cieli,
nel tempo in cui le piante
dei tuoi piedi soffocano ora
fra le notti ricolme d'uggia, e
i tuoi orecchi simulano miracoli.

il tuo viso è inviolato, e da alcuna
increspatura è benedetto.
le incisioni sono adultere
fustigazioni del tuo carnefice,
narciso, splendido d'egotismo.
la notte poi, è sempre tacita
e rancida di parole, come il mare:
non t'urla mai i segreti dei suoi abissi.

ma io t'amo poeta menzognera.
ed amo le percussioni
delle tue profane parole sul mio
(più di te fallace) sterno cavo.
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