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Pubblicata il 27/12/2020
Scopro l’acqua calda se affermo che ognuno di noi, durante la propria vita, può arrivare a sapere, al massimo, un’infinitesima parte di ciò che sa l’umanità. Fare una stima è impossibile. Diciamo una milionesima parte di un miliardesimo di questo sapere? Probabilmente è troppo, magari molto, molto meno.
Di questo tutti siamo più o meno coscienti. In altre parole: siamo tutti enormemente ignoranti.
E fare una classifica delle nostre ignoranze è assolutamente risibile.
Eppure, vi sono due categorie di persone che esercitano più frequentemente questo patetico sport: alcuni di quelli che si sentono particolarmente colti e alcuni di quelli che si sentono particolarmente ignoranti.
Dei primi (che, naturalmente, sono quelli che fanno più pena) non vale parlare. Dei secondi si potrebbe dire che l’unica cosa in cui sono particolarmente ignoranti è proprio la consapevolezza che l’ignoranza ci investe tutti in uguale maniera.

Ma vengo al punto.

A Natale i miei mi hanno regalato l’ultimo volume che conclude la monumentale storia di Roma medievale del Gregorovius.
Ebbene io sono arrivato all’età di 47 anni senza aver mai sentito nominare questo signore. E’ stato un taxista di Roma che, rispondendo a una mia domanda su cosa fosse una certa costruzione, mi disse: “il Gregorovius dice che era...” (ora non ricordo).
Alla mia domanda su chi fosse il Gregorovius si girò e mi guardò con aria compassionevole.
Fu così che questo signore tedesco entrò nella mia vita e sono decenni che, ormai, mi accompagna con la sua sterminata miniera di fatti e di storie. E io che pensavo di sapere qualcosa della storia di Roma per aver letto il Mommsen...

Ma come si può arrivare a 47 anni senza aver mai sentito nominare Gregorovius? Sembra incredibile (soprattutto per un italiano) ma si può.

Ecco, di quante cose, persone, fatti, teorie, contenuti di scienze, espressioni artistiche, filosofie, tecniche... non ho neanche la percezione della relativa esistenza? Un’enormità, certamente.

Questa cosa mi da un fastidio terribile sia perché mi fa toccare con mano la mia infinita ignoranza sia perché, non credendo in un’altra vita, sono condannato a non saper niente di tutto. Per sempre.
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Io penso che non sia necessario sapere tutto di tutto. Ci sono libri, autori, quadri, poesie che ci incontrano, è come con le persone, non puoi conoscere tutti. Basta che ne conosci una o due, anche dieci, l'importante che siano quelle giuste.

il 27/12/2020 alle 14:25

Vincent, sono d'accordo con te e non desidererei sapere "tutto", sarebbe folle, mi basterebbe avere la cognizione dell'entità di quello che non so...

il 27/12/2020 alle 14:30

Genziana, temo tu abbia ragione: probabilmente è impossibile anche solo sapere "quanto" non si sa.

il 27/12/2020 alle 16:21

Ciao Eriot...tu lo sai che appartengo alla seconda categoria da te descritta ma credimi ,non me ne faccio un cruccio ...mi voglio bene così come sono... e libera di mettere parole ai miei pensieri che siano essi poveri oppure... anche meno... Non invidio l'intelligenza di nessuno specialmente quando "questa viene esaltata" per far spicco su chi a malapena riesce a comunicare... questa categoria mi disgusta... è priva di quei semplici sentimenti che aiuta i piccoli a sentirsi un pò... meno piccoli...Io sarò sempre dalla parte di costoro... Ritornando al piacevole testo che hai appena pubblicato, apprezzo l'umiltà con cui ti presenti .. tu sai tanto ed è piacevole leggerti perchè da te c'è sempre tanto da imparare....Un amichevole saluto unito agli auguri per un lieto capod'anno...Gabriela.

il 27/12/2020 alle 17:37

Interessante il tuo scritto Eriot, anch'io appartengo alla seconda categoria, non soffro per questo ma viaggio molto con l'immaginazione.

il 27/12/2020 alle 19:14

Grazie Gabri e ninetta. Alla prima categoria appartengono solo i fessi...

il 28/12/2020 alle 03:17

Salve Eriot purtroppo nella vita difficilmente possiamo colmare la nostra ignoranza perche' penso che sia Matematicamente impossibile vista la vastita' delle tematiche,anche nella nostra materia di lavoro forse non arriviamo alla profondita',certo esiste poi l'autoistruzione ma su cose che ci piacciono e ci incuriosiscono e anche queste ci arricchiscono con un po' di infarinatura culturale ,poi esistono cose che non ci farebbero mai imparare vista la delicatezza delle tematiche ,sai esiste un sistema per far crescere anche gli ignoranti voluti rubando ad essi il tempo ,oppure caricarli di fittizi problemi ,perche' tu sai che l'Uomo oppure la Donna estremamente acculturati mettono paura al sistema odierno ,basta guardare la qualita' della politica odierna.Come sempre scrivi ottime riflessioni ,che ci danno degli spunti e di scrivere i nostri pensieri. Un Saluto e Buonagiornata

il 28/12/2020 alle 09:16

Grazie gpaol. Se si guarda la qualità della politica, come non darti ragione?

il 28/12/2020 alle 09:36

Che meraviglia andare alla scoperta ,sempre, di cose nuove; forse più facili da contare. Auguri.

il 28/12/2020 alle 10:14

Sì mitri, la curiosità (quella buona, s'intende) è un'arma potente e, a una certa età, anche liberatoria dalle ansie del contingente.

il 28/12/2020 alle 10:22

Sempre belle storie pregne di cultura ed interessanti esperienze di vita! Buon Anno, Eriot!

il 31/12/2020 alle 19:21

Grazie Sir, che il 2021 sia un anno bellissimo anche per te e famiglia.

il 31/12/2020 alle 19:25