Ed ecco che, le parole
non hanno più suono.
e dagli uomini poetici
intimorite, vanno via.
ogni sillaba pare niente,
e si perde nei racconti
di chi il fosco segreto
lo tiene con sé.
m'ubriaco di gente
che per prima, celato
ha agli uomini liberi
i suoi amori.
e gettare ogni foglio, mi
resta, dei miei racconti,
di passione asservita
alla chimera dei versi.
quando, il Padre degli
estri, abiterà
l'animo in cui emettono
i loro primi gemiti
queste parole a vuoto?
porgimi sul capo
una corona d'alloro
che possa plagiare
i miei inni, giovani.
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