PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 14/12/2020
Desta in un moto continuo,
genuflessa in un solo sospiro
le campanule ferme e mute,
le gazanie quasi socchiuse.

ingabbiata l’anima in cerchi
di cenere gridellino, secchi
prosciugano i divisamenti, e
inumidiscono i ripensamenti.

fissa a simulare un tramonto.
voglio toccarlo, il mondo

senza che la pioggia bagni
il mio corpo, ed il terriccio sia
soffocato dalla mia figura.

cieca a strappare queste coltri.
voglio toccarla, la realtà

ch’è come un Sole timido che
si finge ombra fra le nubi.
ma, invano, illumina silente.

muta a ricercare coscienza.
voglio toccarlo, l’Uomo da cui

queste membra hanno avuto
origine, e queste allusioni
sono diventate vita.
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Quando l'ispirazione c'è, c'è. Si legge d'un fiato, poi bisogna rileggerla per riceverne altre emozioni.

il 14/12/2020 alle 17:28

Mi associo al commento di Eriot.

il 14/12/2020 alle 18:01

...Cara Rosalia essendo nata nell' anno in cui fu pubblicata la Batracomiomachia è naturale che i tuoi versi emanino emozioni...in più ho scoperto un nuovo colore...

il 14/12/2020 alle 18:21

Grazie molte Eriot, Vincent e Cantorom, sono molto compiuta.

il 15/12/2020 alle 07:59