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Pubblicata il 13/11/2020
il Tempo finirà di illudermi
così come le corolle divorate
dai morbi, finiranno di
soffocare fra venti di Grecale
che animano il celeste.

oggi vorrei solo emigrare,
fra le vallate rocciose
di un futuro inequivocabile.
fondermi con il manto nativo
e franare, ad ogni risveglio.

e così, smottando, continuerei
a fondermi col mio manto,
e nascondermi dal Prossimo.
il terriccio umido, il fango
accompagna, indubbio.

che le fate e i folletti vengano
invocati in questa Notte
fantasma. Il cerchio di Luna
li attende tanto quanto
queste riflessioni cantate.

sigillatemi le finestre degli occhi
sino alla dipartita del vivere,
dimenticate questo volto che
senza nome vaga, diamante,
elemosinando parole.

vivrò di simulazione, e
aperti gli occhi da mummia
udirò il solenne silenzio
dell’universo, misantropo.

la notte è scesa fra i pini,
e i grilli in festa cantano la fine
del tumulto. Dormienti, le città
concedono un riso alle giocose
stelle lontane, evanescenti

ed Io, silente ambasciatore
dipingo fauna e flora
di questo immenso corridoio
che è forse, la mia anima.
È appena sorto un Sole.
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atmosfera alla "giovane wherter", romantica che più non si può, piaciuta assai

il 13/11/2020 alle 09:04

grazie ad entrambi

il 23/11/2020 alle 08:09