Il lume dell’arrivederci
che il giorno intona
rincuora le tenebre ed
i cristalli logorati
dal Mastro orologiaio.
reggia dalle finestre
tappate, e dalle ortiche
piombate. Amena.
suono di campane lungi,
spia del Paese in guerra.
e poi quasi senza Tempo
il luogo fossilizza
le nostre tracce tacite.
soltanto tonfi e cigolii
ci conoscono, avventurati.