Le creaturine che affollano queste colline e questi boschi sono ben strane... Si accontentano di ascoltare balbettii, mugugni e marciume vario, invece che canti ispirati dal più profondo del cuore, che emozionano, che sanno di primavera...Le creaturine, come tanti nanerottoli, soggiacciono alle inesplicabili leggi della Natura matrigna, vivace, mendace e mordace, che li obbliga a lavori pesanti sotto il sole cocente, mentre nessuno può cantare un semplice "Osanna" o un "Andiamo a mietere il grano", memoria della nostra infanzia, tra i grilli e le lucciole estivi e prefestivi.
un caldo umido e appiccicoso invade le membra dei miseri abitanti di queste contrade.
la sera, al suono dell'organetto, improvvisano canti e balli di cui il padrone è all'oscuro, non comprendendo bene le parole che le creaturine gli rivolgono per sbeffeggiarlo bonariamente.
i piedi sustosi dei villici e delle villanelle danzano sull'aia, tra un can che abbaia e un can che morde...
ed è subito sera.