È nei fondali di quest’ecumene
ove giace sconsolato il cantico
sovrumano, di voi fratelli.
non uno ode i melliflui biascichi
che questo oceano spande,
si disperdono nelle sue acque.
e incomunicabili, s’adagiano
nelle calde note di uno spartito
obliato, dimenato dalle correnti.
i miei, fuggono in un passionale
patto, promettendosi amore.
incastonati in un foglio solo.
ma le acque riconquisteranno
ciò che a loro spetta, non altro
che i vostri silenzi, inauditi.
o, dunque, Fratelli, solchiamo
gli oceani, valichiamo i silenzi
che ci separano, e curiosiamo
tra le nostre note disimparate;
custodite questi fogli, disorganici
è così che saprete che è possibile
vivere in eterno.