Infatti dopo siamo tutti professori e dico poco! Osservazione acuta Eriot! Un saluto
I pensiero è elaborazione ; quindi segue la parola . L'elaborazione distingue gli individui, dopo siamo quello che siamo; se c'è io la chiamerei ironia e non satira .Ciao amici.
Molto particolare questa dicotomia tra pensiero e parola. I pensieri in seconda battuta...In un certo senso richiama la distinzione tra istinto e ragione...molti affermano che l'istinto sia da preferire e apprezzare, ma l'uomo è anche ragione...comunque, questa tua sembra un indovinello, trasmette la sensazione di dover trovare una soluzione.
Grazie amici. Ognuno di voi mi dà uno spunto. Sono sempre combattuto (genziana, come al solito, è sensitiva) tra ragione e istinto. Quando è meglio che la parola venga dopo pensiero, quando no? Mi rimane l'interrogativo. Razionalista come tento di essere non dovrei avere dubbi, ma la vita, tante volte, ti dimostra che non è sempre così. L'empito umano, lo slancio istintivo prescindono dalla ragione. Ma le grandi conquiste le fa lei. Dov'è il punto di equilibrio? Saperlo...
Credo che ogni parola segua sempre un benché minimo accenno di pensiero. Istintivamente non tutti produciamo la medesima reazione, ma in relazione alle idee maturate: da chi scappa, a chi proclama e passando per chi resta immobile, la gamma è larga, anche nelle parole. Il pensiero, poi, potrà avere le forme più varie, più o meno intenso, profondo, tecnico, rapido, razionale... Ogni situazione successiva potrà, casomai, essere una giustificazione: artigianale, industriale, ammaliante o meno. Grazie
C'è chi teorizza che il pensiero sia una parola interiorizzata. Se fosse così si dovrebbe dedurre che la parola preceda l'elaborazione
Grazie ancient, non sapevo della teoria. In questi giorni infernali, guardando la TV, sembra proprio sia così...