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Pubblicata il 27/02/2003
Ho invocato il vento
affinché ti parlasse di me,
l'ho pregato di soffermarsi ai bordi dei tuoi occhi,
di poggiare sulla tua bocca un bacio.
Avevo voglia di te
come di boschi in primavera,
come di campi, di viole,
di muschio e di licheni
sotto ai miei piedi,
come il Notturno di un certo Chopin,
a sfiorarmi la pelle in mi bemoll,
un pianoforte di agili dita,
voglia di stanze colme di luce
della tua mano tesa,
come la fiamma di un falò
sublime e terrena,
come l'amplesso di api su miele.
Voglia di te é voglia di noi
é voglia di storia d'amore
della durata di un verso breve.


OLIMPIA

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Grande e delicata sensibilità unita a un romantico e vivo temperamento in questa tua, che mi piace assai cara Olimpia! Sentimento espressivo e malinconico che nei versi conclusivi si espande con bellissima intensità lirica.
Un saluto caro.
Max

il 27/02/2003 alle 12:47

Grazie Max del tuo bellissimo commento.
Un forte abbraccio.
Olimpia

il 28/02/2003 alle 01:08