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Pubblicata il 24/02/2003
Non temermi per le vesti che indosso

o per la doppia lucida fede,

per l'indecenza di risate forti

e di pianti sommessi,

preghiere mai dette.

Ho un morso sul seno,

che palpita e pretende,

nonostante arrivi ovunque

a profanare la vita,

il sonno e il tempio

violando,

nulla contro di lei è sicuro.

E in questa stanza, ove regna il silenzio,

c'è nostalgia di echi lontani,

pensieri banali di un giorno qualunque.

Sii dunque indulgente

a timide caviglie

dal nero di seta velate.


OLIMPIA



Nota: per chi l'avesse già letta, sono state riportate alcune modifiche.




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Molto bella, hai reso splendidamente il dramma di un'offerta d'amore che deve essere capita nella sua condizione, con speranze e retaggi in stretta unione. Bello il finale...!
Baci
Axel

il 24/02/2003 alle 10:15

Regali un brivido con questo tuo scritto...sembra vivo reale, sembra di poterlo toccare....una realtà che è vera.............BRAVA....
Mary*

il 24/02/2003 alle 14:39

grazie Axel del tuo bel commento!
Un bacio a te!
Ciao!
Olimpia

il 25/02/2003 alle 18:28

grazie Mary. Si, è un'altra faccia della verità!
A presto!
Olimpia

il 25/02/2003 alle 18:30